Prepariamo la via al Signore

II Domenica di Avvento – anno C

Bar 5,1-9; Fil 1,4-6.8-11; Lc 3,1-6.

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L’evangelista Luca inizia il racconto della missione di Gesù nel mondo con un inizio solenne, chiamando in causa la storia di quel tempo. Nella logica del Vangelo, però, i potenti di turno, i “grandi” fanno soltanto da comparsa.

Al centro vi è un uomo, povero, umile, “vestito con pelli di cammello… mangiava cavallette e miele selvatico” (Mc 1,6), “. La sua casa è il deserto, il luogo della morte e della solitudine. Un non-luogo.

Il vero protagonista del Vangelo è Giovanni il Battista: colui che ha saputo accogliere la Parola e l’ha diffusa diventando la Voce: “La Parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria” (Lc 3,2).

Giovanni ci insegna il modo migliore per accogliere il Verbo che viene nella storia, nella nostra storia. Essa non è guidata dai potenti di turno, ma da Lui. La Parola eterna si fa piccola e sceglie un uomo umile. Tutto inizia con lui.

Giovanni, riempito dalla Parola, proclama a voce alta: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e colle sarà abbassato” (Lc 3,4-5).

La Voce indica anche a noi il modo di preparare la venuta del Signore:

          “raddrizzare i suoi sentieri”: ogni errore commesso non è irrimediabile per Dio. L’uomo che sbaglia e riconosce la sua fragilità è l’uomo più grande del mondo.

          “ogni burrone sarà riempito”: quanti vuoti di amore ci portiamo dentro. A volte, senza rendercene conto, riempiamo la nostra vita di tante cose inutili e perfino dannose per noi e per gli altri. Giovanni ci invita a confidare nell’amore di Dio che riempie la nostra vita anche nel momento dell’aridità, del “deserto interiore”. L’abisso della disperazione è riempito dalla misericordia di Dio.

          “ogni monte e colle sarà abbassato”: l’altro rischio, oltre quello della depressione, è quello della presunzione, dell’esaltazione. Giovanni, l’umile, ci ricorda la verità dell’uomo: l’uomo è terra e ha bisogno di Dio che viene per salvarlo.

Anche la prima lettura, attraverso la voce di un altro profeta, Baruc, ci parla di come preparare la strada al Signore. Ma afferma pure che gran parte di questo lavoro lo compie il Signore per noi: “Dio ha deciso di spianare ogni alta montagna e le rupi perenni, di colmare le valli livellando il terreno, perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio” (Bar 5,7).

Il Signore, dunque, prepara la sua strada rimuovendo gli “ostacoli del cuore”: noi siamo chiamati ad una collaborazione, guidati dalla potenza della Parola di Dio che ci investe dall’alto e fa di noi dei profeti. La Parola ancora oggi è scesa e non si stanca mai. Scende e chiede a noi di farci trovare. Non conta la nostra persona: la sua potenza rende i piccoli dei grandi. Ogni nostro gesto, anche piccolo, che incarna questa Parola è grande e potente.

Anche san Paolo ci ha ricordato nella seconda lettura che Dio è dalla nostra parte: è Lui che ha iniziato in noi la sua opera e, senza dubbio, la porterà a compimento (Cfr. Fil 1,6).

Il tempo liturgico dell’Avvento ci insegni l’arte di attendere, soprattutto a noi, figli di un tempo in cui si vuole tutto e subito.

Ci aiuti Maria, vergine dell’attesa, colei che si è abbassata ad essere “serva” del Signore e ha saputo far spazio nel suo grembo per farsi riempire dalla potenza del Verbo.

 

Prepariamo la via al Signoreultima modifica: 2009-12-05T15:27:43+00:00da donandrea81
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